
Vertumno e Pomona
Beatrice Gioè
L’opera: Il mito di Vertumno e Pomona celebra l’amore tra due amanti e il profondo legame tra l’uomo e la terra, che, affidata a mani sapienti, si rivela fertile e generosa nei suoi frutti. Narrata da Ovidio nelle Metamorfosi e reinterpretata nei secoli sia in pittura che in scultura, questa allegoria riaffiora oggi nel paesaggio del Chianti attraverso una nuova interpretazione pittorica, sospesa tra i canoni della tradizione classica e le possibilità espressive del digital painting. Colori, forme e frammenti visivi si intrecciano come in un mosaico, fondendosi con i corpi sinuosi della dea latina e del dio etrusco in una composizione che celebra l’armonia tra essere umano e natura, evocando un mondo prospero, vitale e rigoglioso. Le due figure si ispirano inoltre agli studi accademici del fotografo svizzero Gaudenzio Marconi (1841–1885), noto anche per la collaborazione con Auguste Rodin.
Biografia: Beatrice Gioè (Firenze, 2003) è una giovane pittrice fiorentina. Dopo la formazione presso il Liceo Artistico di Porta Romana, prosegue il proprio percorso di studi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove si diploma con il massimo dei voti e continua tuttora la sua ricerca artistica. La sua pratica pittorica si sviluppa attorno al linguaggio della narrazione figurativa, coniugando l’interesse per le tecniche classiche e la qualità manuale con la sperimentazione digitale contemporanea.