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La Tutela
del Marchio

Tra gli obiettivi statutari del Consorzio vi è l’attività tesa al riconoscimento e alla difesa della denominazione di origine Chianti Classico a livello globale.

Perché
la Tutela

La notorietà e il prestigio della denominazione Chianti Classico esercitano una forza di attrazione che porta ogni anno a centinaia di abusi, contraffazioni, usi distorti.
Contrariamente ai marchi facilmente imitabili, la denominazione è un patrimonio di tutti coloro che producono il vino del Gallo Nero e la sua difesa rappresenta una necessità e una garanzia per il consumatore.
Il Consorzio Chianti Classico combatte sistematicamente sul piano giuridico tutto ciò che possa danneggiare la notorietà e l’identità della denominazione Chianti Classico.

La registrazione
del marchio

Fin dagli anni Sessanta, il Consorzio del Chianti Classico ha sempre avvertito la necessità di fornire alla denominazione e al marchio Gallo Nero ad essa connesso, una protezione particolare e più efficace rispetto a quanto previsto dalla disciplina nazionale sulle Denominazioni di Origine.

Nel 2003 è iniziata un’azione ancora più incisiva e maggiormente diretta a contrastare la contraffazione del marchio e della denominazione.

Sono stati avviati, anche con il sostegno del Mipaaf, la registrazione e il deposito della denominazione “Chianti Classico”, come marchio collettivo, in caratteri descrittivi in classe 33 (vini) al fine di restituire certezza ai produttori di questo rinomato prodotto italiano e tutelare il consumatore da operazioni ingannevoli. Il riconoscimento del marchio collettivo Chianti Classico è stato ottenuto in 29 Paesi del mondo.

Anche per il marchio del Gallo Nero, l’attività di registrazione sia a livello italiano che internazionale è stata attuata ormai da vari decenni.

In ottemperanza con le leggi attuali, il “Gallo Nero” è  diventato un marchio utilizzabile da tutta la denominazione, ovvero un simbolo che permette di collegare immediatamente il territorio del Chianti alla stessa denominazione del Chianti Classico.

Attualmente il marchio collettivo figurativo Gallo Nero è stato registrato in 14 Paesi oltre che in tutta la Comunità Europea in classe 33 (vino) ma anche in classi diverse dalla 33, ed anche in forme grafiche che rappresentano “declinazioni” del marchio medesimo.

Il
monitoraggio

Per implementare e concretizzare la massiccia attività di registrazione di marchi è attivo un programma di controllo sia su eventuali registrazioni, che sull’uso di marchi analoghi per prodotti di classe 33, da parte di soggetti terzi, riferito a mercati stranieri di ampia portata.

E’ evidente che, seppure i marchi siano stati depositati e registrati nei vari Paesi, spesso per una loro effettiva tutela, risulta indispensabile verificare sul territorio sia le nuove eventuali registrazioni che l’uso effettivo di marchi simili.

 

La seconda forma di controllo è  quella relativa all’uso di marchi confusori. Si tratta di attività di indagine da svolgersi con impiego di risorse umane ed economiche: verificare se soggetti non autorizzati fanno uso di marchi uguali o simili a quelli regolarmente registrati dal Consorzio ed eventualmente, valutata la portata del fenomeno, usare i mezzi legali necessari per interdirlo.

Le istruttorie fino ad oggi aperte in questi due ambiti, e che stanno impegnando il Consorzio, sono ben 25.

Il nome Chianti Classico
Gallo Nero online

Un’altra attività che il Consorzio da circa 10 anni sta portando avanti è quella di controllo sull’esistenza di domini internet che richiamino la denominazione Chianti Classico e siano pertanto confondibili con i domini di cui è titolare il Consorzio medesimo.

Il Consorzio Vino Chianti Classico è stato parte attiva nei confronti del programma di lancio di nuovi nomi di dominio generici di primo livello (cosiddetti gTLD generic Top Level Domain Names) che ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers)  ha attuato nel 2015.

La Brand
Intelligence

A tutela della denominazione abbiamo infine recentemente avvertito la necessità di inserire anche un’attività innovativa e fino ad oggi, crediamo, piuttosto trascurata anche per le difficoltà tecniche che pone.

Ci riferiamo ai controlli sulle principali piattaforme commerciali internet (e bay – Amazon) e sugli shop online privati, per verificare non solo e non tanto, un illegittimo utilizzo dei nomi di dominio simili o confusori con la nostra denominazione ed i nostri marchi, ma in particolare per verificare la correttezza delle modalità di vendita o pubblicità online su shop o portali dedicati.

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