I vitigni autoctoni conferiscono delle caratteristiche uniche al vino prodotto utilizzandoli. Non fa eccezione il vino che si distingue con il bollino del Gallo Nero: il Chianti Classico! Tra i sui molti vitigni autoctoni c’è anche il Mammolo, un vitigno a bacca nera della Toscana, registrato ufficialmente dal 1970.
Il grappolo è di media grandezza, conico. Anche li acini, dal peduncolo robusto, sono di media grandezza e hanno un bel colore rosso tendente al viola.
Le fasi fenologiche di questo vitigno variano molto a seconda di variabili come la giacitura, l’esposizione e l’altitudine del vigneto. Generalmente, il Sangiovese in media entra nella fase del germogliamento a inizio aprile e fiorisce tra fine maggio e inizio giugno. La fase dell’invaiatura si verifica poi tra fine luglio e i primi di agosto. Per quanto riguarda il Mammolo, il germogliamento, la fioritura, l’invaiatura e la maturazione sono anticipati di 5-8 giorni rispetto al Sangiovese.
Il vino ricavato dal Mammolo, in purezza, ha un colore rosso rubino, elegante e longevo nel tempo.
Ha una tannicità equilibrata, ma mantiene un giusto rapporto acido e una trama straordinaria dove frutto, tannino e persistenza esprimono razza e tenuta nel tempo.
In blend con il Sangiovese gli dona un aroma di viola mammola e maggiore longevità.