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	<title>Meet Archivi - Chianti Classico</title>
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	<description>Il primo territorio di vino</description>
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	<title>Meet Archivi - Chianti Classico</title>
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		<title>Marco Pallanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Feb 2025 07:02:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel febbraio del 2012, Marco Pallanti ha inaugurato una nuova edizione della Chianti Classico Collection, l'evento di presentazione delle nuove annate del Gallo Nero. </p>
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<p>Marco Pallanti è stato una<strong> figura di riferimento per il Chianti Classico</strong> durante la sua presidenza del Consorzio Vino Chianti Classico dal 2006 al 2012. La sua <strong>visione moderna e ambiziosa </strong>ha contribuito a valorizzare la Denominazione, <strong>esaltando il legame tra le varietà autoctone del territorio e i produttori </strong>che, con passione e dedizione, ne interpretano l’identità. Sotto la sua guida,<strong> il Chianti Classico ha saputo coniugare innovazione e rispetto della tradizione,</strong> consolidando il suo ruolo di protagonista nel panorama vinicolo internazionale.</p>



<p><strong>Nel febbraio del 2012, Marco Pallanti ha inaugurato una nuova edizione della <em>Chianti Classico Collection</em>,</strong> l&#8217;evento di presentazione delle nuove annate del Gallo Nero. In questa occasione, ha offerto un&#8217;appassionata riflessione sulla Denominazione, sottolineando il connubio unico tra il territorio e i suoi interpreti, un legame che si rivela sempre più come uno straordinario strumento di narrazione collettiva e culturale.</p>



<p>Le sue parole hanno catturato l&#8217;essenza di questo straordinario patrimonio:<br><em>“Assaggiate i vini, parlate con i produttori, visitate i bellissimi vigneti e vedrete che qui c’è qualcosa di fresco e anche di ardito, di veramente grande, che vi attende. Ancora una volta il Chianti Classico sarà capace di offrirvi un nuovo punto di partenza rispetto alle solite convinzioni, nel pieno rispetto della tradizione.”</em></p>



<p><strong>Un invito a riscoprire il Chianti Classico attraverso esperienze autentiche, </strong>capace di sorprendere e di offrire prospettive inedite, sempre nel segno della tradizione e dell’innovazione.</p>
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		<title>Giovanni Ricasoli Firidolfi</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/giovanni-ricasoli-firidolfi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2025 17:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giovanni Ricasoli Firidolfi è una figura centrale nella storia recente del Chianti Classico, grazie al suo ruolo come Presidente del Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico dal 2003 al 2005. </p>
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<p><strong>Giovanni Ricasoli Firidolfi </strong>è una figura centrale nella storia recente del Chianti Classico, grazie al suo ruolo come Presidente del <em>Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico</em> dal 2003 al 2005. Durante il suo mandato, ha lavorato per rafforzare l’identità e la coesione all’interno del mondo del Chianti Classico, <strong>riconoscendo nel marchio del Gallo Nero un simbolo fondamentale, non solo per il territorio, ma anche per la comunità produttiva e il panorama enologico italiano.</strong></p>



<p>Nel dicembre 2004, Giovanni Ricasoli Firidolfi ha tenuto un discorso significativo in occasione dell’Assemblea che sanciva la riunificazione tra il <em>Consorzio Vino Chianti Classico</em> e il <em>Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico</em>. <strong>Questa storica decisione segnava la fine di una separazione iniziata nel 1987, quando le due strutture associative erano state divise in base al Decreto Ministeriale del 13 marzo 1982, che distingueva tra le funzioni di tutela e vigilanza da una parte, e quelle di promozione e valorizzazione dall’altra.</strong></p>



<p><strong>Le sue parole sono state un richiamo forte all’unità e alla valorizzazione di un simbolo che unisce tradizione, identità e futuro:</strong><br><em>“Oltre a rappresentare la storia, l’identità ed un patrimonio del territorio e di noi tutti, il marchio del Gallo Nero costituisce una risorsa di capitale importanza che deve essere messa al centro di ogni nostra strategia di comunicazione.”</em></p>



<p>Questo intervento non solo ha sottolineato l’importanza strategica del marchio Gallo Nero a livello mondiale, ma ha anche riaffermato il ruolo del Chianti Classico come pilastro della cultura e dell’enologia italiana.</p>
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		<title>Emanuela Stucchi Prinetti</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/emanuela-stucchi-prinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2024 16:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Emanuela Stucchi Prinetti è una figura di spicco nel panorama enologico italiano, nota per il suo impegno nel valorizzare e difendere il patrimonio culturale e produttivo del Chianti Classico. Tra il 2000 e il 2003, ha ricoperto la carica di Presidente del Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico, contribuendo a rafforzare il prestigio e [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Emanuela Stucchi Prinetti è una figura di spicco nel panorama enologico italiano, nota per il suo impegno nel valorizzare e difendere il patrimonio culturale e produttivo del Chianti Classico. Tra il 2000 e il 2003, ha ricoperto la carica di Presidente del Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico, contribuendo a rafforzare il prestigio e la riconoscibilità di questo simbolo dell’eccellenza italiana a livello globale. Il suo lavoro non si è limitato alla promozione del vino, ma ha abbracciato una visione più ampia, che considera il Chianti Classico parte integrante del patrimonio culturale e identitario italiano.</p>



<p>Nel dicembre del 2003, Emanuela Stucchi Prinetti ha preso parte al convegno &#8220;Di chi sono le idee: creatività, diritto d’autore, marchi e brevetti alla prova del mercato aperto e delle nuove tecnologie&#8221;, tenutosi a Milano. Durante il suo intervento, ha sottolineato il ruolo centrale del Chianti Classico Gallo Nero non solo come eccellenza produttiva, ma anche come emblema distintivo dell’identità nazionale.</p>



<p>Le sue parole risuonano con forza:<br><br><em>“Rappresentiamo un patrimonio unico di esperienze ed emozioni che occorre difendere come parte integrante della cultura italiana”</em>.<br><br>Un messaggio che evidenzia l&#8217;importanza di tutelare e promuovere il legame indissolubile tra tradizione, territorio e creatività, in un contesto sempre più globalizzato e competitiv</p>
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		<title>Gherardo Ungarelli</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/gherardo-ungarelli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 14:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 1997 al 2000, Gherardo Ungarelli ha ricoperto il prestigioso ruolo di Presidente del Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico. Durante il suo mandato, ha guidato con visione e determinazione un periodo cruciale per la valorizzazione di questo vino iconico, tracciando un percorso che avrebbe influenzato le dinamiche di mercato e il rapporto tra [&#8230;]</p>
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<p>Dal 1997 al 2000, <strong>Gherardo Ungarelli </strong>ha ricoperto il prestigioso ruolo di Presidente del Consorzio del Marchio Storico – Chianti Classico. Durante il suo mandato, ha guidato con visione e determinazione un periodo cruciale per la valorizzazione di questo vino iconico, tracciando un percorso che avrebbe influenzato le dinamiche di mercato e il rapporto tra vino e consumatori.<br><br>In un&#8217;intervista del giugno 1997 per la rivista trimestrale “Il Giornale del Gallo Nero”, Ungarelli dichiarava:</p>



<p>&#8220;Le modalità di consumo del vino stanno radicalmente cambiando. Dal consumo regolare si va verso quello occasionale, il bicchiere che un tempo accompagnava regolarmente ogni pasto adesso si beve solo in occasioni particolari. Si beve meno, ma si beve meglio: un nuovo trend che farà crescere sempre di più il nostro Chianti Classico, capace di unire l’eccellenza enologica a una forte identità riconducibile a uno specifico territorio e alla sua grande storia.&#8221;<br><br>Con queste parole, Ungarelli ha fotografato una delle più significative trasformazioni nel consumo del vino, anticipando un trend che si sarebbe affermato globalmente nei decenni successivi. Il passaggio dal consumo regolare al consumo occasionale rappresenta una vera e propria rivoluzione, non solo per le abitudini alimentari ma anche per il ruolo culturale e simbolico del vino.</p>



<p>Oggi, come aveva previsto Ungarelli, si beve meno ma meglio. La qualità ha soppiantato la quantità come criterio dominante, e il Chianti Classico si è affermato come emblema di eccellenza enologica. Questo è reso possibile dalla sua capacità unica di intrecciare la qualità del prodotto con una forte identità territoriale. Ogni bottiglia racconta una storia che va oltre il gusto, evocando tradizioni, paesaggi e persone che rendono il Chianti Classico un&#8217;esperienza culturale e sensoriale.</p>
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		<title>Gualtiero Armando Nunzi</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/gualtiero-armando-nunzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Oct 2024 16:11:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il periodo tra il 1994 e il 1997 ha segnato un momento storico per il Consorzio Vino Chianti Classico, sotto la guida di Gualtiero Armando Nunzi, Presidente dal 1994 al 1997. Durante il suo mandato, il Consorzio ha affrontato sfide cruciali e ha visto emergere nuove opportunità grazie a un cambiamento significativo: l&#8217;ottenimento dell&#8217;autonomia per [&#8230;]</p>
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<p><br>Il periodo tra il 1994 e il 1997 ha segnato un momento storico per il Consorzio Vino Chianti Classico, sotto la guida di Gualtiero Armando Nunzi, Presidente dal 1994 al 1997. Durante il suo mandato, il Consorzio ha affrontato sfide cruciali e ha visto emergere nuove opportunità grazie a un cambiamento significativo: l&#8217;ottenimento dell&#8217;autonomia per la denominazione Chianti Classico.<br>La fine del secolo viene ricordata come un punto di svolta per il Chianti Classico. Dopo anni di difficoltà, il raggiungimento dell&#8217;autonomia per la denominazione nel 1996 ha aperto una nuova fase, permettendo di agire sempre più efficacemente nell’interesse del vino e del territorio. Le prospettive per il futuro si ampliarono, offrendo migliori opportunità di crescita, maggiore conoscenza e diffusione del Chianti Classico sui mercati internazionali. Questa svolta ha segnato un passaggio decisivo verso una valorizzazione più ampia e riconosciuta delle eccellenze del territorio.</p>



<p><br>Nel maggio del 1997 il Presidente Gualtiero Armando Nunzi chiude il suo mandato presidenziale rivolgendo un accorato saluto all’Assemblea dei soci del Consorzio Vino Chianti Classico, che testimonia che una nuova era sta per cominciare:<br><br><em>“L’esperienza di tanti anni difficili induce adesso tutti noi a considerare questo particolare momento come l’inizio di una nuova epoca. Con la raggiunta autonomia crescono le possibilità di operare sempre al meglio nell’interesse del vino e dell’ambiente, ampliando le prospettive favorevoli che permettono di raggiungere maggiore conoscenza, apprezzamento e diffusione delle nostre produzioni sui mercati di tutto il mondo.”</em></p>
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		<item>
		<title>Bettino Ricasoli Firidolfi</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/bettino-ricasoli-firidolfi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Sep 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Bettino Ricasoli Firidolfi, Presidente del Consorzio Chianti Classico dal 1958 al 1974, guidò il cambiamento verso l'attuale denominazione. Nel 1959 spinse i soci ad accettare il suffisso 'Classico' per distinguere il vero Chianti dalla concorrenza esterna, gettando le basi per il nome ufficiale dal 1968.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Bettino Ricasoli Firidolfi è stato, dal 1958 al 1974, il quarto presidente del Presidente Consorzio per la difesa del Vino Tipico del Chianti e della sua Marca di Origine, denominato dal 1968 Consorzio Vino Chianti Classico.</p>



<p>Proprio sotto la sua Presidenza il Consorzio infatti assume la Denominazione odierna, una tappa fondamentale per lo sviluppo e la crescita del vino del Gallo Nero.</p>



<p>Già dal 1959 Bettino Ricasoli Firidolfi invitava l’Assemblea dei soci del Consorzio ad accettare il riconoscimento per i vini prodotti nella zona di origine del suffisso “Classico”: il riferimento era alla legge di regolamentazione del settore vitivinicolo approvata nel 1932, che permetteva anche ai produttori esterni alla zona di origine di chiamare il proprio vino &#8220;Chianti&#8221;.&nbsp;</p>



<p>Questo il discorso di Firidolfi nell’aprile del 1959, dove, con sano pragmatismo, cerca di convincere l’assemblea dei soci ad imbracciare il cambiamento:</p>



<p>&#8220;Se così non decidessimo, ostacoleremmo ancora la promulgazione della legge che tanto auspichiamo o, qualora questa arrivasse, ci troveremmo probabilmente di fronte ad una legge che non tiene conto di alcuno degli interessi più importanti dei produttori di Chianti.&#8221;</p>



<p>Un piccolo pezzo di Storia, che porterà poi, nel 1968, il Consorzio ad assumere il nome che porta ancora oggi!</p>
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		<item>
		<title>Italo De Lucchi</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/post-meet-italo-de-lucchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Aug 2024 15:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Le parole di Italo De Lucchi sono una lezione di marketing ante litteram: diffondere la marca ovunque per creare conoscenza e curiosità, trasformando ogni contatto in pubblicità gratuita. Un principio semplice ma visionario, che segna l'inizio di una grande avventura nel mondo del vino."</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 14 maggio 1924 è una delle date fondamentali per il Consorzio Vino Chianti Classico: nasce infatti in questo giorno a Radda il Consorzio per la difesa del Vino Tipico del Chianti e della sua Marca di Origine, denominato dal 1968 Consorzio Vino Chianti Classico.<br>Dal 1924 al 1927 il Presidente del Consorzio è Italo De Lucchi, di cui vi riportiamo di seguito una delle sue frasi celebri, pronunciata nell’aprile del 1926, con il Presidente a illustrare ai soci ancora restii le motivazioni per cui sarebbe nel loro interesse acquistare i contrassegni del Gallo Nero da apporre sulle bottiglie. </p>



<p><em>Ecco le parole di italo De Lucchi:</em><br><br>“Se il compratore non richiede la marca siamo noi che dobbiamo mandargliela, perché il circolare del nostro vino anche in zone vicine la diffonde e la fa nota a tutti coloro che ne vengono in contatto. Siano gli addetti ai trasporti, alla ferrovia, ai dazi e dogane, siano i più minuti consumatori, quelli stessi cui può venir dato in regalo il nostro vino, siano coloro che ne vengono in contatto anche soltanto visivo di mera curiosità, noi creiamo in essi una quantità di gratuiti agenti di pubblicità a nostro vantaggio. È assioma fondamentale della réclame che essa deve essere ripetuta, che il pubblico deve giungere a conoscere la esistenza di un prodotto e ad associarne istintivamente il nome con quello del suo produttore.”<br><br>Si tratta di una delle prime lezioni di marketing nella storia del vino, che anticipa i tempi e indica la strada maestra di una grande avventura collettiva!</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gino Sarocchi</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/post-meet-2-presidente-gino-sarrocchi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jul 2024 11:43:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gino Sarrocchi fu infatti Presidente del Consorzio dal 1927 al 1947 e viene ricordato per essersi opposto ad alcuni provvedimenti legislativi approvati all’inizio degli anni ’40 in relazione alla produzione del vino nell’area oggi definita come il territorio del Chianti Classico.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In uno dei periodi storici più complessi del secolo scorso (dagli anni ’20 agli anni ’40) <strong>il Presidente del Consorzio per la difesa del Vino Tipico del Chianti </strong>(oggi Consorzio Vino Chianti Classico) fu Gino Sarrocchi.<br><br><strong>Gino Sarrocchi fu infatti Presidente del Consorzio dal 1927 al 1947</strong> e viene ricordato per essersi opposto ad alcuni provvedimenti legislativi approvati all’inizio degli anni ’40 in relazione alla produzione del vino nell’area oggi definita come il territorio del Chianti Classico. Questi provvedimenti, infatti, andavano nella direzione di un allargamento della zona di produzione e avrebbero potuto rendere meno riconoscibile il legame del vino con la sua storica area di origine.<br><br><strong>Sarrocchi inviò una lettera al direttore de La Nazione, mostrando le sue perplessità:</strong></p>



<p><em>“Ma dobbiamo proprio ammettere e credere che il Chianti del Chianti (lo chiameremo così per non lasciarci avviluppare negli intrighi della nomenclatura enologica) debba essere considerato come una res nullius, di cui tutti gli altri vini potrebbero appropriarsi il nome, illudendosi di acquistarne così anche quei pregi, che fortunatamente gli derivano da leggi e condizioni di natura e non sono il prodotto né di ardimenti regolamentari né di artifici burocratici?”<br><br></em>Come possiamo vedere, già all’epoca il tema relativo al territorio d’origine e all’importanza di produrre il vino Chianti Classico nel solo territorio “Chianti” era visto come di cruciale importanza dal Consorzio di Tutela. </p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luigi Ricasoli Firidolfi</title>
		<link>https://www.chianticlassico.com/progetti/meet/luigi-ricasoli-firidolfi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Meet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>"Luigi Ricasoli Firidolfi, Presidente del Consorzio Chianti Classico (1947-1958), valorizzò l'eccellenza del Chianti Gallo Nero nel dopoguerra, sostenendo che il vino meritasse un prezzo adeguato alla sua qualità. Nel 1954 enfatizzò l'orgoglio dei produttori nel mantenere viva la tradizione."</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Oggi continuiamo a parlarvi della Storia dei Presidenti del Consorzio Vino Chianti Classico!<br><br>Questa è la volta di Luigi Ricasoli Firidolfi, che è stato Presidente del Consorzio per la difesa del Vino Tipico del Chianti e della sua Marca di Origine (oggi Consorzio Vino Chianti Classico) nel periodo dell’immediato secondo dopoguerra, tra il 1947 e il 1958.</p>



<p>In un periodo in cui l’Italia si avviava alla ricostruzione, Firidolfi, da Presidente del Consorzio, ha agito cercando di valorizzare al meglio l’eccellenza del prodotto Chianti Classico, portando avanti l’idea che un vino di altissima qualità come quello del Gallo Nero debba avere un prezzo adeguato sul mercato.</p>



<p>Nel 1954 Luigi Ricasoli Firidolfi interviene come relatore nel “Convegno vitivinicolo economico del Chianti”, organizzato dal Consorzio per la difesa del Vino Tipico del Chianti e della sua Marca di Origine (oggi Consorzio Vino Chianti Classico) a Radda in Chianti. Nel suo intervento, enfatizza con determinazione l&#8217;orgoglio che accomuna i produttori del Gallo Nero, il cui impegno contribuisce a mantenere viva la storia e la reputazione di uno dei più prestigiosi territori vinicoli d&#8217;Europa.</p>



<p>Eccole sue parole, attualissime anche oggi:</p>



<p>“Io invece affermo che il Chianti [Classico] è un vino non di alto, ma di altissimo pregio, ed è in grado, operando con estremo rigore e utilizzando il tempo necessario, di rivendicare sul mercato il prezzo che merita.”</p>
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