Vendemmia 2017

Il 2017 ha messo a dura prova i nostri viticoltori. È stato infatti uno degli anni più siccitosi degli ultimi decenni. I primi mesi dell’anno sono stati variabili, con qualche pioggia solo nell’ultima parte di febbraio e marzo. Poi qualche gelata tardiva, ma dal mese di maggio in poi le precipitazioni sono state davvero scarse. Solo sporadici temporali si sono verificati in alcune zone del territorio chiantigiano nel periodo tardo-primaverile. A questa scarsa consistenza di pioggia si è aggiunta la costanza di temperature sempre al di sopra della media stagionale che in alcuni periodi, specialmente nei mesi di luglio e di agosto, hanno raggiunto picchi molto elevati.

Solo nei primi giorni di settembre si sono verificate alcune piogge, non molto abbondanti, ma sufficienti ad interrompere quel calore che orami da tempo stava mettendo a dura prova i vigneti e le uve, piogge tardive ma comunque utili per far sì che il processo di maturazione delle uve potesse completarsi nel migliore dei modi.

Per fronteggiare questa anomala situazione meteorologica mai come in questo anno è stato fondamentale porre grandissima attenzione alla conduzione del vigneto. Grazie a questa cura, precisione e assiduità nelle lavorazioni, operata dai nostri viticoltori, siamo riusciti a portare in cantina uve sane e di ottima qualità.

Le quantità di uva prodotta nel territorio del Gallo Nero ha risentito – come è successo in tutto il resto del Paese – di questo anomalo andamento stagionale e dell’eccessiva calura. La produzione di Chianti Classico 2017 è di circa 206.000 hl (riduzione di circa 27% rispetto all’anno precedente), il quantitativo più basso degli ultimi 40 anni.

A fronte di una riduzione importante della qualità prodotta, a livello qualitativo i vini del 2017 rivelano, dai primi assaggi, piacevoli sorprese. Già dal colore danno ottime sensazioni, perché in generale, ci troviamo di fronte ad intensità e tonalità molto interessanti, vivaci e profonde. Note particolarmente gradevoli si ritrovano anche nel profilo aromatico che risulta, al momento, molto intenso, vario con importanti note fruttate.

Al gusto i tannini sono generalmente ben maturi e morbidi. Complessivamente quindi un’annata molto piacevole che, nonostante gli scetticismi iniziali, ha prodotto vini di qualità che fanno ben sperare anche per una loro futura evoluzione.