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Castelnuovo Berardenga

Come si può notare nella mappa semplificata della denominazione, il territorio comunale di Castelnuovo Berardenga, o almeno la parte che rientra nella zona di produzione del Chianti Classico, può essere divisa in due aree, una a est e una a ovest. Se confrontiamo le prime due immagini panoramiche si può infatti notare come il paesaggio delle due zone sia profondamente diverso.

A San Gusmé, e nelle altre località limitrofe a est, la maggior parte dei vigneti si sviluppa lungo una sorta di terrazzo che si colloca ai piedi delle ultime propaggini dei Monti del Chianti, creando una discontinuità paesaggistica netta e ben riconoscibile e che risulta ancora più chiara analizzando la terza immagine panoramica.

Scendendo di quota e muovendosi in direzione sud, il paesaggio assume invece un profilo più ondulato e irregolare legato anche alla natura sabbiosa dei terreni, ma nel complesso ancora ben lontano dal profilo dolce e inconfondibile delle Crete Senesi che si intravedono oltre il confine della denominazione, in direzione del Monte Amiata.

Passando alla parte ovest, nella quale si trova la frazione di Vagliagli, e quindi alla seconda e alla quarta immagine, risulta invece chiaro come in questo caso la transizione tra il cuore montuoso della denominazione e le sue propaggini meridionali sia molto più progressivo. Pur con alcune eccezioni, la maggior parte dei vigneti si colloca infatti lungo una serie di crinali tra loro paralleli e dalla sommità a volte quasi pianeggiante, compresi tra la Val d’Arbia, a est, e il colle di Quercegrossa, che segna anche il confine sud-occidentale della denominazione.

A sud sono invece i centri abitati di Pianella, San Giovanni a Cerreto e Ponte a Bozzone (non visibile nelle immagini) a identificare le ultime propaggini del Chianti Classico.

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Come fare

[Testi e immagini a cura di Alessandro Masnaghetti, Enogea]

Per quanto semplice e intuitivo possa essere l’uso di immagini panoramiche, alcune precisazioni e suggerimenti sono comunque importanti.

  1. Il maggiore o minore numero di immagini utilizzate nei tour virtuali dei singoli comuni dipende dalla conformazione del loro territorio o dalla loro estensione. Alcuni possono essere spiegati in poche immagini e altri che richiedono invece maggior dettaglio. Il numero delle immagini non sottintende in alcuno modo una diversa importanza di un comune rispetto a un altro.
  2. Per navigare tra le diverse immagini all’interno di ogni singolo tour comunale affidatevi alle miniature che trovate in basso, sopra la barra dei comandi. Per ruotare le immagini, a destra o a sinistra, trascinatele con il mouse oppure con le dita, nel caso stiate utilizzando un telefono o un tablet.
  3. In ogni immagine troverete alcuni nomi che individuano altrettanti riferimenti geografici e/o toponimi.
  4. I colori utilizzati per i diversi nomi hanno tre diverse funzioni. In bianco sono i nomi di poderi e di borghi all’interno della DOCG Chianti Classico. In rosso sono invece i nomi di comuni, frazioni, monti e poggi all’interno degli stessi confini. In azzurro sono infine i nomi delle località situate all’esterno del territorio della DOCG Chianti Classico. Alcuni di questi ultimi, come i monti e le colline, sono stati inseriti per contestualizzare il Chianti Classico rispetto ad altre aree della Toscana facilmente riconoscibili.
  5. Per ultimo, il corso dei fiumi, così come i confini comunali e della denominazione, quando evidenziati, sono da ritenere indicativi, sia perché a volte sono nascosti dalla vegetazione, dalle case o dai rilievi e sia perché, in altri casi, il dettaglio dell’immagine non consente di individuarli con precisione.