N.11 - luglio 2016

Travolti da un’insolita febbre Rosa

Andata in scena il 15 maggio, la Chianti Classico Stage, nona tappa del giro d’Italia 2016, ha  celebrato i 300 anni del Gallo Nero con l’epica del ciclismo italiano per eccellenza.

 

Mancano poche ore all’inizio della tappa, è notte fonda ma a Greve sembra di essere a New York: gente per strada, musica dal vivo e Giovanni da Verrazzano che osserva stranito tutto questo fermento dalla sua postazione privilegiata di Piazza Matteotti. A un certo punto, dall’ingresso fiorentino del paese si iniziano a sentire rumori di grandi clacson. E poi dal buio spunta una carovana di tir marchiati “Giro d’Italia – Fight for Pink”. Sono i mezzi ufficiali del Giro, la festa è ufficialmente cominciata. La gente  gli corre incontro per salutarli, è un modo come un altro per sfogare l’entusiasmo dell’arrivo del Giro a casa del Gallo Nero.

Dettagli e sensazioni che fanno capire come questa manifestazione sportiva non è come le altre. Lo si è visto già da qualche mese nel nostro territorio, da quando il colore rosa ha iniziato a colorare balconi, facciate di palazzi e istituzioni locali. Lo si percepisce dai numeri che genera: 1.281 media accreditati, 11,8 milioni di spettatori sui percorsi, 171 paesi collegati e un impatto economico previsto, per ogni territorio  interessato dal passaggio della tappa, di 110 milioni di euro tra breve e lungo periodo.

 

La vigilia. Durante la giornata della vigilia centinaia di persone hanno provato il percorso con la “CronoTuristica del Gallo Nero” , una pedalata sulle strade della crono organizzata dal Consorzio per vivere insieme agli appassionati le ore che precedono il via ufficiale alla gara.

Con lo stesso spirito alla Casa Chianti Classico di Radda la sera è andata in scena “Le notte Rosa del Gallo Nero”, una festa che ha richiamato al Convento turisti e sportivi per brindare all’enotappa del giorno dopo. Qui una degustazione del tutto particolare ha abbinato alcuni Chianti Classico provenienti da diverse zone del territorio ad altrettante imprese ciclistiche di campioni come Moser, Cipollini, Pantani e altri mostri sacri del ciclismo.

 

La Crono-giornata. Domenica mattina il rosa esplode ovunque, anche le sculture dei Galli Neri diffuse nel territorio per festeggiare i suoi 300 anni indossano magicamente una maglia rosa di 3 mt di diametro.

Già dalle prime luci dell’alba in tutto il percorso ci si prepara per vedere a pochi centimetri, dal vivo, le fatiche dei 187 corridori che a partire dalle 12.00 proveranno ad arrivare il più velocemente possibile a Greve, partendo da Radda e passando per Castellina, San Donato e Barberino.

 

Si, perché la IX tappa del Giro d’Italia 2016, la “Chianti Classico Stage”, è una crono da correre in uno dei territori più belli del mondo, se si vivono in auto o comunque senza l’ansia di dover far presto. Ma se ti devi giocare tutto sui secondi può diventare il terreno di gara più duro e cattivo di sempre, fatto di salite difficili da digerire dopo tanti km corsi a troppo all’ora.

Quando Il Consorzio ha proposto a RCS di venire qui a correre una tappa del Giro per festeggiare i 300 anni del Gallo Nero i vertici di RCS hanno detto subito si: troppo bello far cimentare i ciclisti in uno scenario così. Un mix di meraviglia naturale e fatica infernale, incorniciato dai vigneti più famosi al mondo, tanto che per la prima volta il Giro ha deciso di nominare la tappa con il nome di un vino, “Chianti Classico Stage” appunto.

 

Nel corso della mattinata il fermento cresce sempre di più, la carovana sponsor saluta le migliaia di persone piazzate sul percorso, il gadget più richiesto è la bandierina del Gallo Nero con maglia rosa che sventolerà per un’intera giornata in mano a tifosi di tutte le età.

 

Alle 12.00 Radda è una bolgia sportiva, lo speaker lancia il primo corridore, il cinese Ji Cheng. La maggior parte di chi è li lo conosce a malapena ma non importa. Vuol dire che la gara è partita e che il Giro oggi è qui da noi.

 

Via via si avvicendano i campioni tra scalate, cadute, nubi minacciose e scrosci di pioggia che, soprattutto nella seconda parte, rendono ancora più difficile l’impresa. Nibali ne sa qualcosa.

 

Alla fine vince lo sloveno Primoz Roglic, mentre la maglia rosa se la aggiudica Gianluca Brambilla , premiato dal Presidente Sergio Zingarelli anche con una speciale bottiglie magnum dedicata ai 300° anni del chianti Classico, realizzata dall’artista chiantigiano Francesco Bruni. Risultati che col tempo ricorderanno solo le statistiche degli almanacchi, mentre i corridori con tutte le loro bici ,le squadre , quei camion in arrivo nella notte, le gite fatte con gli amici per vedere una delle più belle tappe di sempre e tutto il rosa che ci ha invaso fino al 15 maggio, difficilmente lo scorderemo.