N.11 - luglio 2016

TOP OF THE DOP IL CHIANTI CLASSICO A BRACCETTO PER IL MONDO CON IL PROSECCO DOCG

Con il 2016 si chiude il progetto Top of the DOP: un triennio denso di attività fra cui degustazioni, masterclass, tutorial e incoming di stampa e trade per le due denominazioni Chianti Classico e Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG.

Tutto nell’ambito di una campagna di informazione, formazione e valorizzazione sui vini e salumi italiani di qualità che verrà ricordata proprio per il suo titolo breve ma significativo e di facile memorizzazione: Top of the DOP, ovvero il meglio del prodotto italiano certificato.

Il progetto è stato promosso da Federdoc e IVSI (Istituto Valorizzazione Salumi Italiani) e cofinanziato dalla Comunità Europea e dallo Stato Italiano, con finalità di divulgazione delle caratteristiche e delle regole che contraddistinguono i prodotti a denominazione di origine e delle relative garanzie a tutela del consumatore.

Per questo motivo, nell’arco del programma, sono stati realizzati sei incoming di giornalisti e operatori del settore provenienti da Germania e Inghilterra. Sono stati inoltre realizzati eventi di vario tipo per la presentazione dei prodotti DOP in Italia, Germania e Regno Unito.

Per quel che riguarda la Germania, nel 2016, sono stati organizzati corsi di formazione in alcuni dei principali istituti di Sommellerie tedeschi nelle città di Monaco e Heidelberg, con vere e proprie lezioni in classe dedicate alle due denominazioni, guidate dal giornalista e conoscitore dei vini italiani, Steffen Maus (www.wein-welten.com).

A Pro-Wein, a Duesseldorf, un altro seminario “Top of the DOP” è stato invece realizzato con la collaborazione della rivista Vinum e guidato dal giornalista Christian Eder.

Il programma tedesco si è concluso con due eventi di degustazione e masterclass ad Amburgo presso l’Atlantic Kempinski Hotel (20 giugno) e a Berlino al Regent Hotel Berlin (21 giugno), con la preziosa organizzazione dell’agenzia Organize Communications: la degustazione libera, in entrambi le città, ha visto la partecipazione di 46 etichette di Chianti Classico fra prodotti di Annata, Riserva e Gran Selezione. A condurre i seminari sulle due denominazioni, il noto giornalista di settore Jens Priewe, che ha risposto a numerose domande e sollecitazioni da parte di un pubblico molto attento e interessato, curioso di conoscere le caratteristiche delle ultime vendemmie del Chianti Classico e di venire aggiornato gli sviluppi commerciali della nuova tipologia di Chianti Classico, la Gran Selezione, in Germania e nel mondo.

A conclusione del progetto, l’ultimo appuntamento è stato dedicato all’Inghilterra. In una Londra direi sorpresa e in qualche caso sconvolta dagli esiti del referendum che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, proprio alcuni giorni dopo la Brexit (il 28 giugno u.s.), Chianti Classico e Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene si sono presentati alla diciottesima edizione del Definitive Italian Wine Tasting, presso The Lindley Hall, Royal Horticultural Halls a due passi dal Parlamento inglese. L’evento, organizzato dall’agenzia Hunt & Coady, ha rinnovato il successo delle edizioni passate, nonostante il numero inferiore di espositori (41 fra consorzi, singole aziende e importatori locali), con un’ottima e qualificata presenza di pubblico (professionisti del settore, ristoratori, sommelier e stampa). In questo ambito il masterclass sulla denominazione Chianti Classico è stato guidato da Walter Speller, firma prestigiosa di JancisRobinson.com, con un magnifico seminario sul Chianti Classico di annata, intitolato “Inside Chianti Classico: the diversity of its terroirs and styles”. Seminario sold out, con tante persone che non hanno potuto partecipare vista la lunghissima lista d’attesa, e una lezione sul Chianti Classico un po’ diversa dal solito, a tratti non priva di qualche provocazione, ma in fondo molto positiva per la nostra denominazione. Grande interesse del pubblico, stimolato e coinvolto nella discussione dallo stesso relatore, Walter Speller, che alla fine del seminario ha dichiarato di essere molto interessato alla crescita qualitativa del Chianti Classico e ai risultati che lo studio dei suoli e delle condizioni microclimatiche, già a suo tempo iniziati con il Progetto Chianti Classico 2000, porteranno nella definizione di eventuali menzioni geografiche che potranno essere utili a far capire al consumatore proprio quelle diversità di gusto e di stili che rappresentano  il punto di forza e la ricchezza della nostra denominazione.