N.15 - marzo 2018

IL DISTRETTO RURALE DEL CHIANTI

Il distretto rurale del Chianti è oggi anche distretto del Cibo.

“Sistema produttivo locale caratterizzato da un’identità storica e territoriale omogenea derivante dall’integrazione fra attività agricole ed altre attività locali, nonché dalla produzione di beni e servizi di particolare specificità, coerenti con le tradizioni e le vocazioni naturali e territoriali”, così recita il DL 228 del 2001 che definisce i Distretti Rurali.
In definitiva il Distretto Rurale rappresenta un soggetto di governance territoriale, una sorta di agenzia di progettazione e sviluppo, con compiti prevalenti di supporto ai processi di pianificazione, stabilizzazione e crescita di un’economia locale che vede nella valorizzazione multifunzionale del proprio territorio, la sua principale risorsa.

Il Distretto Rurale del Chianti ha ottenuto il via libera della Regione Toscana con un decreto firmato lo scorso 15 gennaio.
Scopo dell’organismo, costituitosi a novembre 2017, è appunto quello di fare sistema per attrarre investimenti e promuovere la qualità territoriale: gli enti coinvolti nell’accordo sono i Comuni di Barberino Val d’Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Greve in Chianti, Radda in Chianti, Tavarnelle Val di Pesa, San Casciano Val di Pesa, assieme al Consorzio Vino Chianti Classico, il Consorzio Olio DOP Chianti Classico e la Fondazione per la tutela del Territo-rio del Chianti Classico.

Il riconoscimento della Regione è stato valutato molto positivamente da tutti i soggetti coinvolti, coordinati dal Sindaco Bonechi di Castellina in Chianti, nominato Presidente pro tempore dall’Assemblea di Distretto.

La governance dell’organismo è stata difatti ripartita tra due organi, secondo quanto stabilito dalla legge regionale: l’Assemblea di Distretto (a partecipazione aperta) e l’Associazione di Distretto. Il primo atto di questi due soggetti sarà quello di elaborare un progetto economico-territoriale che guardi ai prossimi cinque anni, con una particolare attenzione ai temi di natura ambientale, urbanistica e paesaggistica.

Il Distretto Rurale del Chianti si pone dunque come referente del territorio, punto di riferimento per le politiche di sviluppo, in grado di intercettare risorse, sia interne che esterne.
Compito degli aderenti al Distretto Rurale del Chianti sarà anche il monitoraggio del piano e la valutazione dei risultati conseguiti.
A partire da un primo ambizioso obiettivo: riuscire a stipulare il primo Contratto di Distretto, in grado di convogliare sul territorio molteplici opportunità e investimenti significativi.

“Siamo molto soddisfatti della conferma ottenuta dalla Regio-ne Toscana.” afferma Sergio Zingarelli, Presidente del Consorzio Vino Chianti Classico: “Per la prima volta sul nostro territorio si attiva un’interazione tra soggetti pubblici e privati che costituirà il volano per attrarre investimenti e promuovere la qualità del nostro territorio.
Obiettivo comune dei partecipanti al Distretto è favorire l’integrazione economica e sociale, culturale e turistica, nel rispetto della conservazione degli equilibri naturali e arrivare a una programmazione condivisa degli interventi.”

“Il Distretto Rurale del Chianti – dichiara Marcello Bonechi, sindaco di Castellina in Chianti e coordinatore dei Comuni del Chianti senese e fiorentino che hanno sottoscritto l’accordo – porta a compimento un lungo lavoro iniziato dopo aver festeggiato i 300 anni del Chianti Classico con l’obiettivo di consolidare una sinergia fra istituzioni e altri soggetti economici e sociali attivi sul territorio e uniti dall’obiettivo comune di valorizzarlo e svilupparlo sempre più.
La capacità di salvaguardare l’ambiente, lo sviluppo di relazioni fra le risorse presenti sul territorio, l’attenzione da parte dei consumatori verso la qualità e l’identità del rapporto fra prodotto e territorio sono solo alcuni dei fattori che, come istituzioni, ci impongono un confronto attento e urgente con le rappresentanze economiche e imprenditoriali presenti sul territorio.
In questo scenario, il Distretto Rurale del Chianti identifica in modo inequivocabile un territorio e una comunità con la sua storia, la sua cultura e la sua economia”.

Dopo il riconoscimento della Regione, il 22 gennaio se ne è aggiunto anche uno ministeriale: tra i neo Distretti del Cibo, strumenti nazionali di sviluppo agroalimentare, sono infatti annoverati anche i Distretti rurali e risulteranno nel Registro nazionale dedicato.
Con questo ampliamento a livello nazionale, si apre un ulteriore canale di sostegno a progetti che promuovano un territorio nella sua interezza, a partire dalla filiera agroalimentare e vitivinicola, intesa come parte integrante del tessuto economico del paese, dunque da valorizzare e sostenere programmaticamente.