N.11 - luglio 2016

L’estate del Gallo Nero: tripletta di eventi a San Casciano

Chianti Paese delle Meraviglie. Un nome, un programma:  una due-giorni dedicata al libero ingegno che si esprime In Piazza della Repubblica il 21 e 22 maggio si è assistito a una sintesi espressiva del potenziale  artistico e culturale di un territorio nelle molte forme dell’artigianato, dell’arte circense, della musica, delle forme espressive di opere artistiche nei materiali più vari. Lo stupore del publico impegnato a partecipare attivamente, dai grandi ai piccini, in laboratori e performance curati da  “Circo Libre” e “Circo Tascabile”, a concorsi pittorici, a eventi sportivi, come le dimostrazioni di bmx e pattinaggio, oltre al passaggio della Mille Miglia lungo il percorso storico della Cassia. In questo omaggio al libero ingegno chiantigiano non poteva mancare il vino, frutto della terra e dell’interpretazione di essa a opera dei vigneron del Chianti Classico. Trenta produttori dell’Associazioni Viticoltori del Chianti Classico Sancascianese hanno aperto più di 150 bottiglie in due giorni.

 

Street Food. Lo street food è il fenomeno culinario del momento: sta prendendo piede anche in Italia, la patria della buona tavola. Se lo stereotipo dell’italiano a tavola lo vuole impegnato in pasti luculliani a pranzo e a cena insieme a una moltitudine di commesali, la realtà dei tempi moderni mostra sempre una tendenza al cibo veloce, poco impegnativo e possibilmente da consumare in movimento. Persino in uno dei templi della gastronomia nazionale, Torino, nascono locali concepiti con pochissime sedute, menu che non pretendono di esaurire l’enciclopedica cultura gastronomica piemontese e che sfornano piatti in tre versioni al dì e tutte rigorosamente in versione take away, anzi, da passeggio. Un filone che si sviluppa sempre più è altresì la fiera gastronomica itinerante, con veri e propri tour dal Nord al Sud della penisola, proponendo specialità da tutta Italia in tutta Italia. Infatti questa declinazione coglie un altro non secondario aspetto del fenomeno: sfruttare la possibilità di stare all’aperto nella bella stagione. Del resto il bel paese dove il sì suona non lesina luoghi dalla bellezza mozzafiato… perché in una domenica di sole non sfruttare anche le ore dedicate ai pasti immersi in uno dei peaseaggi più commoventi al mondo?

A San Casciano in Val di Pesa l’occasione è stata colta quasi dieci anni fa, quando fu eletta la panoramica Piazza della Repubblica come teatro popolare del cibo di strada. Affacciata sui pendii delle colline, guardata e quasi protetta dalla medioevale Torre dell’Acqua, la piazza ha ospitato anche quest’anno lo street food a San Casciano in tre giorni di stuzzicherie da tutto il mondo. Accanto al gyros greco, alla panella siciliana, all’american-style diner itinerante non poteva però mancare il prodotto principe del territorio, il vino del Gallo Nero. Anzi, il vino del Chianti Classico di San Casciano: quasi a riportare nel suo contesto la manifestazione, l’Associazione Viticoltori del Chianti Classico Sancascianese ha organizzato il banco di degustazione declinandolo in versione km 0. Quindici produttori hanno proposto le loro etichette, dall’anima di Sangiovese e dal carattere fine e elegante tipico dei terreni del Comune. In questo caso la sfida di abbinamento ha avuto un esito particolare: sorpassato il classico abbinamento Gallo Nero – bistecca alla fiorentina, il banco di prova l’hanno fornito le schiacciatine pugliesi e gli arrosticini abruzzesi, confermando che il Chianti Classico è certamente un vino orgoglio della Toscana, ma si sposa perfettamente a tutta la cucina italiana.

 

Il Campionato della Bistecca. Per arrivare a Mercatale è necessario abbandonare le grandi arterie della viabilità e lanciare l’auto in salite tra crinali e olivete. Una piccola perla nel Chianti Classico questo borgo che non ha niente del caos cittadino e del turismo di massa. La piazza principale finemente elegante nelle linee settecentesche ha prestato il volto a una delle veraci tradizioni toscane: la brace, anzi la “braciata”, pronunciata con la c strascicata. E’ un mestiere quello di cuocere la carne sulla brace viva, che con il tempo è diventata arte. La cottura della bistecca è a tutti gli effetti una vexata quaestio, croce e delizia degli amanti della cucina toscana: a Firenze stessa pare non sia possibile trovare due ristoranti che propongano due fiorentine che solo si assomiglino un po’. Quanti di fronte alla richiesta di amici di un consiglio su dove mangiare una buona fiorentina, si sono trovati a disquisire per una decina di minuti? Chiedendo agli esperti, i fattori sono molti: l’età dell’animale, la razza, la frollatura, il taglio. Apriti cielo per chi volesse cucinarla da sè. A Mercatale hanno studiato una formula per chi volesse cimentarsi con questa prova, vale a dire le due giornate di campionato della Bistecca. Il format è semplice: si acquista una bistecca da un macellaio della zona, della grandezza che si vuole, magari chiedendo consiglio. Poi in piazza è organizzato un enorme braciere, con tanto di transenne per la sicurezza. E qui si aprono le danze: ai mastri braciai viene affidato il prezioso taglio e viene affidato il delicato compito della cottura. Sui tavoli che guardano il braciere poi si gusta il risultato e si decreta un giudizio.

All’epoca del ritorno al cibo slow e ai mercati a chilometro zero, il Campionato della Bistecca interpreta beno lo spirito del suo tempo, alla toscana, chiaramente. Come anche toscano è quello che s’accompagna alla bistecca: ancora una volta i viticoltori di San Casciano sposano l’iniziativa e il simbolo del Gallo Nero sigla l’abbinamento enogastronomico. Che dire, è un grande classico, e come tale, intramontabile.