VItAE
Ritratti di vita e vino

Cortile della Dogana, Palazzo Vecchio, Firenze
18 - 25 Settembre 2017

Il vino non è solo il risultato della interazioni complesse tra caratteristiche agronomiche, climatiche ed enologiche. I vini più autentici riescono a esprimere e riassumere in sé la firma dell’uomo e le radici/ragioni storiche del territorio da cui nascono. Così usi e costumi, carattere, ambiente naturale e vocazione produttiva di un luogo si intrecciano alla sua gente nativa e al prodotto della sua terra: il vino che ne deriva da questo rapporto simbiotico condensa in sé un patrimonio umano e culturale irreplicabile in un altro luogo, le storie di vita che tra queste colline si sviluppano non sarebbero le stesse senza la presenza di questo contesto storico e naturale. Testimoni esemplari di queste Storie nella storia sono i protagonisti di due lavori fotografici dedicati alla gente del Chianti e alle congregazioni dello Champagne. Un racconto per immagini di grande efficacia e suggestione sviluppato da due fotografi italiani, da cui emergono alcune delle tante storie ordinarie e straordinarie che contribuiscono a rendere unici i due territori del vino più famosi del mondo, uniti nel 2016 da uno storico accordo di collaborazione, in occasione del Trecentesimo anniversario della prima definizione del territorio di produzione del Chianti Classico.

CUORE, CARATTERE E CULTURA DI UNA TERRA

Il Consorzio Vino Chianti Classico ha voluto rendere omaggio a chi abita il suo territorio, a chi nella propria quotidianità e con le proprie opere è espressione di un territorio che ispira e vive di una creativa laboriosità, legata inscindibilmente alla terra, non più solo luogo di origine, ma anche identità storico-sociale da tramandare e diffondere in tutto il mondo.

 

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« CONFRATERNITE » LES SAINT-VINCENT DU CHAMPAGNE

Dopo l’iscrizione di Coteaux, Maisons et Caves de Champagne nella lista dei siti Unesco del Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 2015, i suoi ritratti dal titolo « Confraternite » illustrano il patrimonio vivente della regione dello Champagne, il tramandarsi di una storia, di una tradizione, di un momento di amicizia e condivisione, l’insieme di uomini e donne, di tenute e di vignaioli, uniti nel loro bene comune: la denominazione Champagne.

 

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Dario Garofalo si approccia alla fotografia nel 2002, contemporaneamente agli studi universitari in Sociologia. Il racconto fotogiornalistico è infatti da subito il genere che più lo appassiona e a cui si dedica. Parallelamente sviluppa un percorso artistico grazie al quale inizia a collaborare con gallerie d’arte, in modo da poter così divulgare le proprie immagini in più canali. Il taglio narrativo ed evocativo caratterizzano le sue fotografie e negli anni sono molteplici le collaborazioni con riviste internazionali. Di particolare importanza le pubblicazioni su New York Times e la versione americana di AD, per la quale si occupa di testimoniare i restauri operati grazie alle griffe della moda.

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Paolo Verzone, nato nel 1967 a Torino, vive a Parigi, membro dell’agence VU’, è “inclassificabile”, esce dagli schemi. Proviene dal mondo della stampa, col quale peraltro continua a collaborare, sa da molto tempo che la carta stampata non è l’unico luogo privilegiato in cui esprimersi. Dunque, da solo o con il suo complice, Alessandro Albert, si lancia in progetti di ampio respiro, per delle serie che affrontano tematiche dai grandi interrogativi del mondo attuale. E’ apparso su riviste internazionali quali Time, Newsweek, Sunday Times Magazine, Wall Street Journal, The Independent, The Guardian, Le Monde, Vanity Fair, Geo. La sua opera è stata insignita di numerosi riconoscimenti quali World Press Photo, American Photography, International Photography Awards. Le sue fotografie fanno parte delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra e della Biblioteca Nazionale di Francia.

 

Paolo Verzone