N.15 - marzo 2018

IL SALUTO DI CARLOTTA GORI

ospitiamo il primo contributo al magazine consortile di Carlotta Gori, nella sua nuova veste di direttore del Consorzio.

Cari Soci,

è con grande piacere che mi accingo a scrivere sul Magazine consortile nella mia nuova funzione di Direttore del Consorzio Vino Chianti Classico. Sento infatti l’esigenza di fermare sulla carta quanto ho cercato di comunicare, tra emozione e razionalità, lo scorso 15 dicembre nell’incontro che ho avuto con tutti voi, presso la sede del Consorzio.
L’anno che si è chiuso ha rappresentato per la struttura consortile un periodo complesso, che ci ha però dato la possibilità e la consapevolezza di rispondere in maniera determinata, equilibrata e affidabile a una situazione, per così dire, di emergenza.
Come ben sapete, infatti, in breve tempo, hanno lasciato il Consorzio le figure apicali di riferimento: l’ex direttore Giuseppe Liberatore e il suo vice, Michele Cassano, che fino a quel momento avevano indirizzato linee strategiche e operatività della nostra associazione, gestendo di conseguenza la struttura.

La mia prima riflessione è che credo sia fondamentale che il patrimonio di esperienza che abbiamo ereditato non vada disperso; nel contempo, mi preme sottolineare la convinzione che il Consorzio sia, nel suo genere, l’istituzione più articolata e meglio funzionante nel panorama nazionale, la più dinamica, la più stimata.
In questi anni ho assistito alla crescita esponenziale del ruolo del Consorzio e più in generale del sistema delle DOP nel panorama nazionale e internazionale, crescita che è avvenuta con il sostegno di un impianto normativo a cui il nostro Consorzio ha sostanzialmente contribuito anche dal punto di vista tecnico, offrendo nel tempo, esperienza e operatività ai rappresentanti delle Istituzioni pubbliche e private.
Anche in questo momento la mia personale attenzione è alta su alcuni passaggi legislativi in atto, che dovranno necessariamente essere condivisi e sottoposti alla valutazione dei nostri Amministratori.

Il mio nuovo ruolo nel Consorzio impone ulteriori articolazioni del mio operato ma soprattutto penso che mi debba vedere interprete, oltre che garante, della progettualità della Denominazione, sempre all’interno e nel rispetto delle linee strategiche che gli Amministratori presenti e futuri dovranno delineare.
Sono inoltre consapevole che la Direzione operativa del Consorzio, data la pluralità delle componenti imprenditoriali che ne caratterizza la base sociale, non possa esimersi dall’esercitare un’opera di mediazione di interessi, comunque finalizzata al mantenimento di una stabile coesione, e nella convinzione che l’Assemblea dei Soci e il Consiglio siano attori ultimi e decisivi degli equilibri della macchina consortile.
Il 2018 è per me iniziato all’insegna di nuovo entusiasmo e di grande attenzione.
E’ questo l’atteggiamento che ho chiesto ai colleghi di avere verso tutte le aziende, e questo ciò che mi piacerebbe ritrovare in ogni azienda verso il Consorzio.

La vendemmia 2017, anche se la più ridotta in quantità degli ultimi 15 anni, ha ottime prospettive in termini qualitativi.
Il prezzo medio dei vini sfusi sta raggiungendo livelli maggiormente remunerativi; inoltre lo scorso anno abbiamo imbottigliato 284.000 ettolitri di Chianti Classico, appena sotto i 285.000 del 2016, massimo storico da oltre 10 anni.
Stiamo lavorando intensamente sul territorio con due nuovi progetti che ci porranno davanti sfide complesse e interessanti: è di pochi giorni fa il riconoscimento regionale del Distretto Rurale del Chianti; nei prossimi mesi avanzeremo ufficialmente la candidatura del nostro territorio a Patrimonio Unesco.
Questa terra sta esprimendo in forma eccellente le proprie potenzialità produttive, paesaggisti-che, imprenditoriali e, in generale, di vita sostenibile.
Noi ne siamo particolarmente orgogliosi e davvero, con convinzione, ci candidiamo ad essere i protagonisti di questi percorsi. Dobbiamo però essere consapevoli di quanto delicati siano gli equilibri raggiunti ed è per questo che sono necessarie massima attenzione e lungimiranza nell’attuare le strategie del futuro.

Lavoreremo per aumentare il valore e la presenza del nostro vino sui mercati nazionali e internazionali con un calendario di eventi e attività che anche quest’anno guarderà ai Paesi Terzi ma con una rinnovata particolare attenzione ad iniziative anche sul territorio italiano.
Ci proponiamo anche di dare maggior respiro a una comunicazione che abbia ad oggetto non solo ciò che è il vino Chianti Classico, ma anche ciò che il Consorzio Vino Chianti Classico rappresenta nel mondo, e in quali esperienze ed attività di tutela della denominazione esso è coinvolto e chiamato.
A testimonianza di questo impegno, qualche giorno fa, il Consorzio Chianti Classico, unico rappresentante italiano, si è seduto a Washington al Tavolo convocato dalla Wine Origins Alliance, davanti alle massime autorità federali americane, per affermare e difendere il significato e l’importanza delle Denominazioni di origine nel mondo.

Credo infatti fermamente che non si possa valorizzare ciò che non si protegge e penso che anche i consumatori siano ormai molto sensi-bili non solo ad apprezzare le qualità intrinseche di un prodotto, ma anche a comprendere ciò che esprime il “sistema” che si realizza intorno ad un prodotto di qualità. Non mancheremo pertanto di continuare a difendere questa denominazione da tentativi di emulazione o di contraffazione, attraverso anche attività di controllo e monitoraggio innovative.
Sono infine a disposizione di ognuno di voi per continuare a tessere quella rete di contatti, scambi, opinioni, consulenze, che tanto hanno segnato la mia storia lavorativa al Consorzio e che considero il lato davvero privilegiato della mia professione.