N.14 - luglio 2017

IL SALUTO DI LIBERATORE

saluto Liberatore

Cari Soci,

come sapete lo scorso 16 marzo 2017 ho rassegnato nelle mani del nostro Presidente le mie dimissioni.
Credo immaginiate cosa queste significhino per me e con quale animo abbia preso una decisione tanto difficile, visto che per 25 anni ho avuto il privilegio di guidare il Consorzio vitivinicolo più antico d’Italia ed uno dei più importanti e prestigiosi al mondo. Sin dal primo giorno ho considerato il Consorzio come fosse la mia casa; una casa che ho servito con passione e dedizione, consapevole delle responsabilità che comporta guidare un’istituzione con una storia tanto radicata e un ruolo tanto delicato.
Personalmente non potrei non essere grato a tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo lungo viaggio, a cominciare dai nostri soci, dai consiglieri di amministrazione e dai presidenti con i quali ho collaborato e dei quali ho condiviso le scelte e anche le numerose battaglie.
Ma un ringraziamento particolare lo devo a tutti i collaboratori passati e presenti del Consorzio, perché con il loro attaccamento e la loro competenza hanno contribuito a farne un modello di eccellenza e innovazione che unanimemente gli viene riconosciuto.
Se in questi anni il Consorzio è riuscito a raggiungere una serie importante di successi lo dobbiamo principalmente alla fedeltà e alla professionalità della sua squadra, alla capacità di mantenere salda la barra del timone verso obiettivi che il più delle volte sono apparsi lontani nel tempo e dall’esito incerto.

Nel 1992, quando ne ho assunto la direzione, il Consorzio era un organismo completamente diverso da come oggi ci appare, reduce da una dolorosa sconfitta legale negli Stati Uniti e con una denominazione che ancora faticava a trovare la giusta collocazione dopo la grande crisi seguita allo scandalo del metanolo. Ma come era già successo in passato, le difficoltà hanno generato quelle risposte che in seguito si sarebbero dimostrate vincenti: la ricerca della qualità, il completo distacco dal disciplinare del Chianti, l’internazionalizzazione dei nostri mercati, la valorizzazione del territorio; fino ad arrivare, in tempi più recenti, alla gestione autonoma dei piani di controllo, alla riunificazione con il Consorzio del Marchio Storico, all’acquisizione dell’Erga Omnes e al varo del piano di riassetto che ha sancito la nascita della Gran Selezione.

Infine, non posso tralasciare il fatto che nel corso degli anni abbiamo dato vita ad un vero e proprio “sistema” composto da società collegate e partecipate, attraverso le quali abbiamo esteso l’ambito e l’influenza dell’attività consortile.
Non credo esistano altri Consorzi che abbiano saputo raggiungere obiettivi tanto importanti e ambiziosi, ancor più se si pensa che nello stesso arco di tempo l’intero nostro mondo è cambiato, diventando più competitivo e globale.

Oggi il Consorzio del Chianti Classico rappresenta indubbiamente una realtà di livello internazionale e un punto di riferimento per il mercato e le istituzioni pubbliche.
Lo è diventato perché abbiamo mostrato una determinazione e una compattezza eccezionale, nonostante gli ostacoli che abbiamo dovuto superare, soprattutto nel ricercare quel consenso dei soci che è sempre stata una priorità dei nostri Amministratori.

Ho fatto questa doverosa premessa perché vorrei fosse chiaro a tutti voi che la mia scelta arriva al termine di un percorso pieno di soddisfazioni professionali e umane. Attraverso il Consorzio ho avuto modo di conoscere in profondità il mondo del vino e molti dei suoi protagonisti, acquisendo un’esperienza che altrimenti mi sarebbe stata preclusa.
Non ho nulla da rivendicare se non la gratitudine, ciononostante ritengo che la mia strada al Consorzio sia ormai giunta al termine e a 62 anni sento ancora il bisogno di trovare nuovi stimoli professionali.
25 anni di servizio sono molti per chiunque, e penso comprenderete la mia volontà di cambiamento.
Lascio una struttura solida e colleghi competenti pertanto sono convito che questo Consiglio riuscirà a trovare in breve tempo la soluzione più idonea per garantire al Consorzio una conduzione adeguata alla sfide del futuro.